"Non è abbastanza femminista? E io lo dico lo stesso." Appunti prolissi a briglie sciolte: off topic, as usual. Da molto tempo ci penso, ne scrivo adesso mettendo insieme un po' di questioni apparentemente scollegate.
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sabato 17 maggio 2014
venerdì 13 settembre 2013
Le parole sul corpo. Merleau-Ponty, Judith Butler
Appunti
Leggevo le pagine, molto interessanti e suggestive, della Fenomenologia della percezione, in cui Merleau-Ponty accenna alla dimensione corporea che assume, talvolta, la comprensione delle parole. Una corporeità che non riguarda l'atto di proferimento delle parole - l'apparato fonatorio, la loro "consistenza materiale", ecc. - bensì l'effetto che esse provocano talora sul corpo.
Quando non si abbia il tempo di decifrare 'intellettualmente' un significato, c'è una sfera di comprensione che afferisce prima di tutto al corpo, di modo che le parole sono percepite fisicamente prima che intese mentalmente. I suoi esempi ricordano parole come "umido", "caldo", "freddo", "rosso", "duro". Prima di tradurle in immagini, in rappresentazioni, esse sono sentite sul corpo.
Leggevo le pagine, molto interessanti e suggestive, della Fenomenologia della percezione, in cui Merleau-Ponty accenna alla dimensione corporea che assume, talvolta, la comprensione delle parole. Una corporeità che non riguarda l'atto di proferimento delle parole - l'apparato fonatorio, la loro "consistenza materiale", ecc. - bensì l'effetto che esse provocano talora sul corpo.
Quando non si abbia il tempo di decifrare 'intellettualmente' un significato, c'è una sfera di comprensione che afferisce prima di tutto al corpo, di modo che le parole sono percepite fisicamente prima che intese mentalmente. I suoi esempi ricordano parole come "umido", "caldo", "freddo", "rosso", "duro". Prima di tradurle in immagini, in rappresentazioni, esse sono sentite sul corpo.
martedì 25 giugno 2013
Dubbi sul queer: risposta alla risposta
Purtroppo ho difficoltà a commentare direttamente sul blog Intersezioni nel quale Mina ha risposto al mio precedente post sul queer. Quindi, beccateve il
pippone qui. Purtroppo sono una persona prolissa e noiosa, ergo il post è
ahimè prolisso e noioso. Del resto chi mi legge di solito è preparato
psicologicamente; ammesso e non concesso che qualcuno mi legga "di
solito". Grazie!
Cara Mina, ho letto con molto interesse la tua risposta. Ma devo
contraddirti: non hai controbattuto a tutti i punti, come dici nell’incipit.
Perché? Perché hai saltato i vari passaggi in cui riconosco al queer molti
aspetti positivi!
Per il resto, voglio sottolineare che i miei dubbi sono scaturiti
essenzialmente da due fattori, rispetto ai quali mi limito a porre dei
problemi, dato che io stessa non ho risposte: 1) l’impressione di grande
astrattezza rispetto a sessualità/relazioni/libertà/soggettività 2)
l’impressione che si facesse tutto troppo facile.
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giovedì 20 giugno 2013
Alcuni dubbi sul queer
Intorno alla normatività del legame tra precarietà economica e precarietà relazionale.
[Aggiunto: Questo post è non esaustivo, non lineare, senza pretese e in fieri perché frutto di poche fonti "movimentiste". Si tratta di semplici appunti su un argomento che mi accingo a scoprire e che intendo in futuro approfondire in modo più serio e articolato].
[Aggiunto: Questo post è non esaustivo, non lineare, senza pretese e in fieri perché frutto di poche fonti "movimentiste". Si tratta di semplici appunti su un argomento che mi accingo a scoprire e che intendo in futuro approfondire in modo più serio e articolato].
Allo
Sfamily Day, si paventava – in modo piuttosto accennato e sfuggente – la
possibilità di un legame tra la precarietà del lavoro e quella delle relazioni. Ho letto e seguo con interesse l’approccio queer non solo alla sessualità ma anche all’esistenza in generale. Il “modello” queer, che per quanto rifiuti la definizione di modello lo è in qualche modo anch’esso, prende - fra l'altro - atto della precarietà strutturale di tutte le relazioni.
Quello che mi chiedo è se tale legame vada inteso in senso normativo, o si
tratti semplicemente di una constatazione. A primo impatto, sembra che prevalga la prima ipotesi.
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