Appunti di Storia moderna

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giovedì 4 dicembre 2014

Il linguaggio oscuro

Chissà, magari questo potrebbe essere l’inizio della trilogia sugli intellettuali che sto maturando con astio da tempo. Ho troppo da dire sull’argomento, quindi, onde evitare di scrivere l’ennesimo papiro (ma chi mi paga? vabè che tanto poi lo faccio lo stesso), abbasso il tiro e mi limito a quella sottocategoria di intellettuali – uso in questa sede il termine in senso dispregiativo* - che scrive in modo oscuro: d’ora in poi, gli "oscuristi" (parenti stretti degli oscurantisti?). Sono quelli che mi rendono simpatico persino l’odiosissimo detto nazionalpopolare nonché gastro-linguistico, “parla come mangi”. Pensa tu come siamo messi. 

lunedì 5 novembre 2012

Honneth A.; Piromalli E. (a c.di), Riconoscimento e conflitto di classe. Scritti 1979 - 1989 - Recensione

Il volume raccoglie alcuni fra i testi più rilevanti pubblicati nel decennio 1979 - 1989 da Axel Honneth, esponente della terza generazione della Scuola di Francoforte; essi sono esemplificativi dell'evoluzione teorica dell’autore, culminata nella più tarda e compiuta teoria sociale normativa del riconoscimento consegnata al testo del '92 Lotta per il riconoscimento. Gli scritti preannunciano in modo abbozzato e programmatico, all'interno di contorni teorici ancora in via di definizione, obiettivi di analisi che si dispiegheranno sistematicamente solo negli anni '90: nel volume il percorso si articola in un sempre superiore livello di determinazione delle categorie, finalizzate alla spiegazione del conflitto di classe in chiave normativa e morale.
Complessivamente, gli scritti di Honneth testimoniano almeno due esigenze teoriche: da un lato, l'autore intende contestualizzare le istanze morali delle classi subordinate nell’ambito del conflitto con le classi dominanti, sondandone il potenziale d’azione politica; dall'altro, Honneth intende recuperare il contenuto normativo ed emancipativo della teoria, anche attraverso un costante confronto con l’eredità marxiana e con le precedenti evoluzioni della teoria critica. Secondo Honneth, che in questo segue una linea di pensiero habermasiana, Marx non ha considerato a sufficienza l’elemento di interazione discorsiva e comunicativa connesso al carattere morale ed emancipativo del lavoro sociale; d'altro canto nella maggiore astrattezza della teoria di Habermas è implicito un sostrato sostantivo che, se ignorato, porta un indebolimento delle istanze normative della teoria (Cfr. in particolare il saggio Etica del discorso e concetto implicito di giustizia, p. 129 e segg.); tali limiti costituiscono, tuttavia, il terreno sul quale Honneth articola le proprie ipotesi alternative.

giovedì 4 marzo 2010

Etica dell'argomentazione: sì, come no

Il destino mi ha riservato un brutto scherzo: si è preso gioco di me facendomi capitare nel bel mezzo di un kafkiano esempio di dibattito tra laici e cattolici. 
Da quando mi sono imbattuta in questa incresciosa situazione, devo dire che ho imparato molto. Sì. Ecco che cosa ho imparato.
1) E' inutile. Inutile parlarci. Tutta la mia ammirazione per la teoria dell'argomentazione (C. Perelman), per il concetto di etica della comunicazione (K.O. Apel), per il carattere intrinsecamente discorsivo della democrazia (J. Habermas), ecco, va in frantumi non appena abbia l'occasione concreta di dare sfogo a tanto fremere argomentativo - represso.
Sul crocefisso nelle scuole. Ecco l'incalzare "argomentativo":
"l'UE ha accolto il ricorso dei cattolici"
"ma dai"
"giuro"
"sono d'accordo! sono d'accordo!"
"io no"
"noi quando andiamo da loro non gli diciamo di togliere Maometto dalle pareti"
"ah quindi è per dispetto che vuoi il crocefisso, non consideri che la scuola è un'istituzione pubblica che dovrebbe vantare il requisito della laicità, esattamente al pari delle al.."
"dici così perché non ci credi!"
"no lo direi anche se fossi cattolica, avrei a cuore la democr..."
"ma non sono gli atei a protestare contro il crocifisso! in televisione non ho mai visto atei lamentarsene, sono sempre loro, gli islamici"
Risparmio il seguito della conversazione, sempre più aberrante.