Appunti di Storia moderna

lunedì 21 maggio 2012

"Razzisti a parole (per tacer dei fatti)" di Federico Faloppa

Scritto per terrearse.it
In tempi di semplicismi linguistici trasmessi a colpi di titoloni nei giornali e acquisiti dal linguaggio corrente, c’è grande bisogno di libri come quello di Federico Faloppa, Razzisti a parole (per tacer dei fatti), Laterza 2011, presentato venerdì presso l’International House di Reggio Calabria. Il suo obiettivo è quello di promuovere un uso critico e vigile delle parole in virtù della consapevolezza del carattere politico del linguaggio. Fra i tanti modi in cui le parole veicolano rapporti di potere radicati e rappresentazioni discriminanti di gruppi sociali, l’autore riflette in particolare sul razzismo latente radicato nel linguaggio quotidiano e mediatico.  
L’illusione che il razzismo si sia estinto è denunciata dallo studioso (Università di Reading, UK) con la lente del sociolinguista che sonda le parole scorgendone la sostanza tutt’altro che neutra. Il lavoro che Faloppa realizza, e di cui auspica l’estensione a docenti, allievi, giornalisti, consiste infatti in un “esercizio di smontaggio delle parole” che aiuti a individuarne criticamente il contenuto spesso ambiguo e inavvertitamente razzista. Tuttavia, la lingua la fa l’uso, essa “si evolve da sé”, perciò poco senso avrebbe, sottolinea Faloppa, intendere il libro come un “manualetto normativo”, come un insieme d’istruzioni sul politically correct nella lingua. Piuttosto, si tratta di riflettere e di stimolare l’uso di strumenti intesi a “interrompere quella cinghia di trasmissione tra il linguaggio e il potere” di cui il lessico dell’ordinario razzismo è preoccupante esempio.

domenica 13 maggio 2012

Auguri mamme, ma...c'è poco da festeggiare

Scritto per terrearse.it

Oggi, festa della mamma, per “festeggiare” proporrei alcuni dati relativi al 2011.

1) Circa il 76% del lavoro di cura della coppia è a carico delle donne. I padri dedicano 1h42’ al lavoro familiare, contro le 6h47’ delle madri (Relazione di Laura Sabbadini, ISTAT, 2011).

Questa percentuale avrebbe avuto un senso nei secoli scorsi, quando ancora ci si poteva permettere un solo reddito in famiglia e soprattutto quando l’indipendenza economica femminile non era contemplata fra le ambizioni politiche correnti. Nel 2012 questa statistica ha dell’assurdo, considerando che le donne oggi lavorano (quando sono ‘fortunate’), dunque si trovano a dover conciliare quello che facevano secoli fa con quello che la società chiede loro oggi. Se infatti il ruolo del padre tradizionalmente era quello di portare la pagnotta e quello della madre di curare la prole e la casa, oggi le donne devono insieme portare la pagnotta e curare la prole e la casa, mentre il ruolo dei padri si direbbe invariato rispetto al passato. Per le madri insomma si sovrappongono prassi culturali antiche con esigenze produttive moderne.

sabato 12 maggio 2012

Buon anniversario Disney. Ma non è ora di cambiare registro?


Scritto per terrearse.it
75 anni fa la Disney produceva il primo lungometraggio animato tratto dalla favola dei fratelli Grimm, Biancaneve e i sette nani. Per rendere omaggio all’anniversario, rifletteremo brevemente sull’effetto che le storie più famose veicolate da cinema e libri producono in termini di rappresentazioni di genere, senza la pretesa di dire alcun ché di nuovo, ma con l’obiettivo di accennare a quanto poco sia cambiato dopo tanti decenni.
Nel classico in questione ripreso da Disney, com’è noto l’invidia di una donna per la bellezza di un’altra donna è il motore della storia, in quello che è ormai divenuto il topos letterario della rivalità femminile. Non solo la regina interroga continuamente lo specchio sullo status del proprio primato estetico e quindi abusa del proprio potere tentando di eliminare la rivale, ma quest’ultima è una innocente donna buona che in ultima istanza deve la propria sopravvivenza a sette piccoli uomini e a un principe azzurro. Il patto nel primo caso consiste nello sbirgare faccende domestiche in cambio di vitto, alloggio e protezione da parte dei nani, nel secondo un matrimonio che suggella la felice conclusione della tutta-femminile-vicenda. Faccende domestiche e matrimonio, schema trito, ma ok: siamo nel 1937.

lunedì 7 maggio 2012

Come diventare leghisti in 20 semplici mosse

Scritto per terrearse.it (rubrica Cactus)

In tempi di crisi, si sa, è necessario reinventarsi con creatività e ardimento. E’ giunto il momento di smetterla di lagnarsi sui lesi diritti dei precari e sull’agonia del mercato del lavoro, per seguire, perché no, il consiglio di Berlusconi: riscoprire una disinvolta autoimprenditorialità. Per chi fosse stufo di comprare gratta e vinci, mandare cv e fare concorsi pubblici, non potendo investire alcunché in impresa alcuna, esiste una promettente possibilità remunerativa, gratuita e divertente: diventare leghisti. Dai punti seguenti i disoccupati potranno trarre dei finalmente pratici insegnamenti su come sbarcare il lunario senza spendere un centesimo e senza studiare (anzi, la mancanza di studio è come si vedrà requisito indispensabile per il successo).
1) Siate padani.

giovedì 3 maggio 2012

L'alternativo

Circolano sempre più numerosi i soldati dell'anticonformismo. Il problema è che ormai l'anticonformismo è inflazionato, e ha perso  - se mai l'ha avuta - quell'aura di esclusività che lo renderebbe tale. Per definizione il conformismo è maggioritario, il suo opposto dovrebbe dunque afferire a una minoranza: altrimenti il conforme pertiene anche al (preteso) non conforme. Ecco che il conformismo si espande a macchia d'olio abbracciando nel suo ampio seno finanche il suo opposto. Sembrerebbe che da esso non ci sia scampo.
L'ostentazione dell'anticonformismo, in particolare, scimmiotta qualcosa del preteso avversario, il "Sistema".