Appunti di Storia moderna

lunedì 8 agosto 2011

Senza troppe pretese

Al servizio del particolare.

Il grande dilemma consiste, in fin dei conti, nel conciliare i due poli: particolare e universale, senza ricorrere a stratagemmi speculativi difficilmente tangibili nel quotidiano. Conciliarli nel quotidiano è infatti la sfida. 
Nel lavoro, nel matrimonio, l'individuo - questa cosa generica ambulante, questo spauracchio - esiste, alimenta, replica il particolare. La spesa, la bolletta, il figlio a scuola, il condominio, la visita ai parenti, i piatti da lavare. 24 ore tutte al servizio del particolare - compreso il sonno, che serve a ridargli energia: a rendere, ogni giorno, il particolare più efficiente. 
Una caratteristica importante del particolare è la ripetizione. E' vero, qualcosa può cambiare - un divorzio, un licenziamento - ma la base è quella. Il sistema di fondo porterà a cercare un nuovo partner, a cercare un nuovo lavoro: ti piace quello che ho fatto? Guarda, guarda quanti attestati che ho.
L'universale intanto chiama. Puoi dimenticartene - il particolare è bravissimo in questo senso -, puoi ignorarlo per pragmatismo o mancanza di tempo, puoi non averlo mai neanche sospettato, puoi rimandarlo a data da destinarsi o coccolarlo nel tuo intimo, senza darlo troppo a vedere. Perché invero l'universale è bandito.
La vita così com'è organizzata dalle nostre parti è preimpostata in modo da eliminare l'universale come elemento di disturbo. Sociale.
(Un ragazzo voleva studiare Astronomia. I genitori lo osteggiano, perché le stelle non portano la pagnotta. Il tengo famiglia è il diktat morale preponderante - su di esso quante vite sono plasmate).
La filosofia. Le Grandi Domande. Non c'è spazio per loro. Sei piccolo, e piccolo devi restare.
E' la questione del dramma del bambino dotato, in qualche modo. Ama, facciamo, la letteratura, l'arte, le scienze. Ma la famiglia e la società lo addestrano a ridimensionarsi - chi ti credi di essere.
I piedi per terra. Di nuovo, sempre. 
Credi nell'universale? Il tuo destino è duplice: sei un idiota, o diventerai un eroe. La società deve comunque ribadire la sua distanza da te - trattarti come un fattore esterno, che non intacca il nucleo di fondo. Esiste uno scaffale apposito per chi ci crede - che illuso -, una rubrica a parte, esterna comunque.
Per Hegel ipostatizzare una parte facendone il tutto - la pagnotta, le questioni quotidiane - è caratteristica del pensiero astratto. Che è estrinseco: astrae dalla cosa avendoci a che fare solo da fuori, senza nesso con la sua interna natura. Mi sembra che - ma forse lo disse Marx ...- il diktat del particolare sia un sintomo evidente del pensiero astratto che domina l'attualità. Il pensiero veramente inclusivo - lo Spirito, direbbe Hegel - riesce a sopportarli insieme, il particolare e l'universale: il primo rimanda al secondo che lo contiene senza schiacciarlo, come vitalità.
La politica ce ne dà la prova ogni giorno. Un cambiamento con l'idea regolativa dell'universale, con la traiettoria dell'universale, non è pensabile - facciamo cose piccole, pensiamo a quanto guadagnarci, facciamo, sì, qualcosa, ma senza troppe pretese.
Il particolarismo è dunque l'ideologia della mediocrità. Il non troppo plasma le menti - desidera il giusto, anzi come dice un tipico proverbio borghese dal sapore ipocritamente consolatorio: desidera quello che hai...detto su un sottofondo strappalacrime. Laura Pausini, per esempio.
Focalizziamo il matrimonio. Borghesemente inteso. La coppia chiudendo la porta dell'appartamento sbarra la via all'universale. Non può occuparsi dell'Aurora Boreale, delle teorie sul Big Bang, di fare una gita sul Gran Canyon o in Cappadocia, di immaginare e cercare di mettere in pratica l'idea di una società più giusta, di leggere oltre un certo limite, o, peggio, scrivere poesie. Ci sia abitua all'idea che la ripetizione sia condizione normale e implicitamente immutabile. Quante vite potenzialmente speciali rese insulse dalla ripetizione.
Quante ragazze ho visto desiderare sin da bambine l'abito bianco. Mesi e mesi di organizzazione: il prete vuole questo, ci sono pure le prove (è uno spettacolo). Il catering, le bomboniere, le scarpe con gli strasse, 500 euro al parrucchiere per sembrare Medusa - una principessa. E' il tuo momento. Papà piange, mamma regala il corredo. Nella lista nozze c'è tutto-per-la-casa. Dentro ogni ragazza viene alimentato il modello di Cenerentola. Dopo il grande giorno, eccola a fare la sguattera - col sorriso, però. E' amore stirargli le camicie. E' amore portargli la birra mentre guarda la partita.

Non è una digressione: la ragazza dimentica che nel mondo c'è altro. Purtroppo non le è stato insegnato - a lei, come al marito - che nel mondo esistono vulcani spettacolari che ancora sgorgano lava bollente, che esistono posti di assurda bellezza e persone di speciale, inimmaginabile, interessante diversità. Esperienze uniche ancora da vivere. L'Universo. Il tutto.
Non esiste solo questo matrimonio. Ma come nel lavoro, la tensione implicita - quella promossa da ogni parte - è questa. Il target preferito della pubblicità è la ragazza in età da matrimonio - o la mamma. E gli elettrodomestici possono essere venduti solo facendo leva su questo schema: la coppietta. Sta ai singoli svincolarsene, fare del particolare la sede interessante di un universale. Il che è difficile e problematico, materialmente, ma non impossibile.
Timbrare il cartellino ogni giorno nello stesso posto, si diceva qualche post fa, sa tanto di firma del detenuto ai domiciliari presso la questura locale. Non puoi allontanarti troppo. Una regola fisica, spaziale, che rimanda a una gabbia in prima istanza ideologica.
E non regge l'ideologia del "coraggio" della banalità: è facile scappare, ecc. Tutte chiacchiere. Serve un sistema di opinioni che giustifichi e dia vigore morale al particolare, agli occhi dei malintenzionati ribelli rapiti dall'odore dell'universale.
Forse quanto detto è viziato di uno schema dicotomico non meno ideologico di quello che denuncia. Non si tratta di demonizzare il particolare. Si tratta di sconfessarne l'assolutizzazione che in generale si promuove. Nell'ottica di una sua possibile conciliazione con l'universale. Ammesso che tutto ciò abbia senso. 

5 commenti:

  1. Ti ringrazio, Denise.

    RispondiElimina
  2. Per quello che scrivi, naturalmente.

    RispondiElimina
  3. il mio pensiero si sposa esattamente con quello che dici...e rifletto...(nn a caso ho detto sposa) che parolone....grazie della riflessione Laura

    RispondiElimina

Per motivi imperscrutabili, capita spesso che i commenti spariscano nel nulla. Io tolgo solo insulti e spam. Meglio perciò eventualmente salvarli e riprovare.