Su quella forma relazionale così diffusa ma poco teorizzata.
Nella prassi sociale quotidiana, è possibile rilevare l'onnipresenza di una categoria relazionale in genere poco considerata, eppure, mi pare, così decisiva in termini di godibilità delle relazioni umane e perfino di sopravvivenza del genere umano. Il dispettuccio.
Cosa è. Il dispettuccio è definibile come quell'atto vendicativo-distruttivo operato in un contesto sociale che non lo permette. Tale divieto implicito di esistere obbliga gli impulsi misantropi a camuffarsi per conciliare la vendetta e la distruzione - pulsioni animali – col bon ton del vivere sociale. Il dispettuccio, perciò, sembra configurarsi come il prodotto dell'incontro/scontro tra animalità e civiltà; e poiché spesso le due si conciliano male nelle persone - la prima recalcitrando nella seconda senza trovare vie di sbocco accettabili - l'essere umano travolto dalle due pulsioni uguali e contrarie deve per forza trovare una via di fuga, che inimmaginabilmente spesso consiste nel dispettuccio.
Sotto questo punto di vista, il dispettuccio è una sorta di compromesso storico fra ciò che è stato represso e ciò che reprime: è il subdolo insinuarsi della bestia che c'è in noi nella tranquilla quotidianità borghese.
Esempi e sinonimi. Per chi ancora non lo avesse capito, il dispettuccio si manifesta nelle forme della cosiddetta frecciatina, o man bassa.