Appunti di Storia moderna

domenica 14 marzo 2010

Come diventare Antonella Boralevi in venti semplici mosse

In tempi di crisi, è importante aguzzare l'ingegno e crearsi da sé le opportunità di successo. Qui troverete consigli semplici e pratici per farlo. Abbiamo scelto come paradigma una donna di fama nazionale: Antonella Boralevi. Ecco come diventare lei - fino in fondo e senza pietà.

1) Non mettetevi mai in discussione. Tenetevi sempre le stesse opinioni, e abbiate la sensazione che la loro genesi lontana, la loro immobilità strutturale, sia una forma di garanzia della loro qualità.
2) Abbiate pregiudizi, nutriteli sino a dar loro la foggia di dogmi ben saldi, fate di questi l'unica scaturigine di pensiero. Il dogma porta al successo perché fa presa sullo spettatore inerme, smarrito com'è in un'epoca così nichilistico-relativista. Egli si sente come rassicurato dal vostro dogma, ne ha bisogno.
3) Fate dell'avere siffatte opinioni la cifra della vostra carriera. Cercate, cioè, di trasformarle in una fonte di reddito e visibilità.
4) Fatevi invitare in televisione, dove i requisiti di cui al punto 1, 2, 3 sono essenziali ed esclusivo motivo di plauso e popolarità.
5) Prediligete, in particolare, i media più mediocri. Per la carta stampata, valga Donna Moderna, per la televisione, L'Italia sul 2 o Pomeriggio 5. 
6) Nei talk show, usate parole forti e piene di buoni sentimenti. Pronunciate queste parole con rabbia e, possibilmente, accompagnate i sorrisi con cui le pronunciate con dei ruggiti. Questo sarà il segreto delle vostre capacità persuasive.

lunedì 8 marzo 2010

Auguri! No, ma che dico, auguri!

Sì, tanti auguri, w le donne! Oltre le gambe c'è di piùùù....doonne dooonneeee lallàllallàllàllàààààà! Voglio la mimosa! Le donne sono più intelligenti! Sì, noi siamo seducenti...voi uomini, limitati! Sì! ahahah lalallaàà...

Ok. Seri.
Questa è una giornata di quelle proprio fosche. Ma fosche fosche fosche fosche.
Tutto è iniziato ieri. Su Canale5 il programma gossipparo della letterina ospita una diva del burlesque. Ecco le domande:
-"ma il tuo uomo non è geloso?"
- "cosa consiglieresti a noi donne per essere sempre al top della seduzione?" ; risposta: "sentirsi sempre sexy"
- "hai mai fatto qualche spogliarello per il tuo uomo?"
Sera (in effetti ieri non avevo molto da fare) Maria De Filippi con un balletto di segretarie sexy poi trasformate in pornodive. Il culo, le cosce spalancate, la lingua che passa sulle labbra, le mani toccano la patta degli uomini: loro, sì, vestiti dal collo alle caviglie. Questo NON è moralismo.

giovedì 4 marzo 2010

Etica dell'argomentazione: sì, come no

Il destino mi ha riservato un brutto scherzo: si è preso gioco di me facendomi capitare nel bel mezzo di un kafkiano esempio di dibattito tra laici e cattolici. 
Da quando mi sono imbattuta in questa incresciosa situazione, devo dire che ho imparato molto. Sì. Ecco che cosa ho imparato.
1) E' inutile. Inutile parlarci. Tutta la mia ammirazione per la teoria dell'argomentazione (C. Perelman), per il concetto di etica della comunicazione (K.O. Apel), per il carattere intrinsecamente discorsivo della democrazia (J. Habermas), ecco, va in frantumi non appena abbia l'occasione concreta di dare sfogo a tanto fremere argomentativo - represso.
Sul crocefisso nelle scuole. Ecco l'incalzare "argomentativo":
"l'UE ha accolto il ricorso dei cattolici"
"ma dai"
"giuro"
"sono d'accordo! sono d'accordo!"
"io no"
"noi quando andiamo da loro non gli diciamo di togliere Maometto dalle pareti"
"ah quindi è per dispetto che vuoi il crocefisso, non consideri che la scuola è un'istituzione pubblica che dovrebbe vantare il requisito della laicità, esattamente al pari delle al.."
"dici così perché non ci credi!"
"no lo direi anche se fossi cattolica, avrei a cuore la democr..."
"ma non sono gli atei a protestare contro il crocifisso! in televisione non ho mai visto atei lamentarsene, sono sempre loro, gli islamici"
Risparmio il seguito della conversazione, sempre più aberrante.