Appunti di Storia moderna

lunedì 24 agosto 2009

Yes Man e l'involuzione della rivoluzione

Nel film Yes man la narrazione è perfettamente lineare e banalmente esplicita tanto da togliere allo spettatore ogni spazio per le inferenze, ogni spazio di azione mentale che esuli dalla semplice decodifica del messaggio. Lo spettatore non ha nulla da pensare o da interpretare dato che il regista gli fornisce tutto quel che c'è da capire come su un piatto d'argento già prima che abbia il tempo anche solo di tentare di andare oltre la bruta consequenzialità delle scene. Ma la semplificazione è proprio il segreto ultimo dei cosiddetti film di successo.
Per rigore di semplificazione, appunto, la trama si muove tutta seguendo sempre fedelmente una sfilza di facili dicotomie: sì/no, triste/felice, noioso/divertente, e simili.

C'è il protagonista inizialmente presentato come imbruttito dalla routine di lavoro, da un amore finito, annoiato e sbuffante - e si insiste molto su questo, in modo da togliere ogni ambiguità alle emozioni manifeste del personaggio, e in generale si punta su una recitazione ridotta all'osso delle emozioni (per es. triste, felice, scatenato, annoiato, sempre in modo semplice e netto) insomma è come si dice inequivocabilmente 'depresso', tutto gli va male, tutto è uno schifo eccetera. Finché un bel giorno si imbatte in uno di quegli incontri in cui gruppi indistinti di persone si affidano a una specie di guru che svela loro com'è che devono vivere, e questi ne escono illuminati e purificati definitivamente, salvo previo acquisto del 'pacchetto', che comprende, che so, dvd, libro, brochure informativa, del programma rivelatore dell'esistenza previsto. Inutile dire che il contenuto sponsorizzato in questa sede è quello, semplicemente, di dire 'sì alla vita'. Inutile aspettarsi ulteriori spiegazioni, qualche cenno d'approfondimento, sfumature altre del concetto: per chi si accinga a guardarlo, si metta l'anima in pace, non arriveranno mai. Alla fine ci sarà un tentativo di rielaborazione del messaggio, che da 'sì a tutto' diventa 'sì solo a quello che vuoi veramente'. Stop. (Tanto che credo addirittura possibile rappresentare l'intero senso del film attraverso un semplice grafico).

lunedì 17 agosto 2009

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*La vita* mi restituisce quello che le ho dato.

Ora però bisogna continuare a vivere. Bisogna che trovi un obiettivo, subito, in fretta, prima che la consapevolezza mi inghiottisca di nuovo.
E' questo il pragmatismo: trovare qualcosa da fare per evitare di farsi schiacciare dal dolore.