Appunti di Storia moderna

lunedì 27 luglio 2015

L'ultimo pezzo di torta rimasto

Perché chiedere il permesso e preoccuparti degli altri se puoi direttamente impossessarti di quello che vuoi?  

Non c'è bisogno di fare quella faccia terrorizzata, il post è molto semplice. Nessuna teoria, questa volta. Nessuna conclusione morale edificante, nessun sermone. Questa non è una parrocchia. Parleranno i fatti. Io mi limito a riportarli, perché i posteri sappiano, perché i posteri non si mettano in testa la bizzarra idea che una volta si stava meglio. Per il giudizio, rimando a quel luogo stantìo, maleodorante e in preda alle muffe, che è la coscienza di ognuno. 


Ora, c'è un pezzo di torta al centro del tavolo. L'unico, l'ultimo pezzo rimasto di una torta veramente buonissima, di quelle che se non ti lecchi le dita è meglio se prendi il cucchiaino. Bene. Siamo in tre. Tutti molto affamati, tutti bramosi di affondare dentro quei rivoli di panna colanti, inframezzati da sublimi venature di fragola e cioccolato. 
Ovviamente, devo impossessarmene. Ora. Subito. Now. Ecco dunque lo spettro di opzioni che mi si presentano davanti.

1) Non mi va di essere scortese, chiedo se per caso qualcuno ne vuole un po'. Come si conviene a una persona perbene.
2) Tra una critica arguta al Jobs Act e un commento sul significato ontologico dei leggins, allungo la mano sotto lo sguardo ormai interdetto dell'interlocutore: troppo tardi. E' mia
Quindi accompagno la masticazione con un dolce sorriso. ;)
3) Me ne impossesso sfacciatamente: la voglio, nessuno l'ha presa prima di me, quindi è mia. Chiaro e apodittico come un sillogismo. E se per caso nel percorso c'è da pestare i piedi a qualcuno, sappino che il fine giustifica i mezzi.

Il primo caso è pieno di rischi. Si vedrebbe da lontano un miglio che stai mentendo, e che speri tantissimo che ti rispondano no grazie, ho mangiato pesante fai pure. E che sei pronto a odiarli con tutto il tuo sorriso qualora rispondano diversamente. Poi perché, metti che uno ti risponde davvero diversamente.  

- Manno, suvvìa, è tua! Tranquillo eh!
- No no valà, dai! E' tua! Tranquillo eh!
- No no no, credimi, fai tu! 
- Davvero! Giuro! Eh!
- No, sì, nessun problema!
- Ma davvero, non intendevo! Oh! Uh!
- Prendi questa cazzo di torta.

Tutte le manfrine pedagogiche che ci hanno inculcato in tenera età sulle regole, sulla condivisione, sul porgi l'altra guancia, il buon samaritano, ecc., La vita vera è un'altra. La buona educazione non porta da nessuna parte. Finisce che devi dividere, o, peggio, che devi rinunciare completamente al tuo pezzo. E finisce che mentre stai lì a preoccuparti di essere gentile con gli altri, gli altri ti hanno già fregato. Mentre tu eri intento a chiedere scusa, permesso, prego si figuri, no non c'è di che, distinti saluti e tante grazie, gli altri si stavano già leccando le dita col piatto ormai vuoto in mano. 

Senonaltro, allora, la questione diventa questa: chi frega chi, per primo? Qui si tratta di diventare stronzi per legittima difesa!

Con la buona educazione non si manda avanti la baracca. La gente mica campa così, con la buona educazione. Mica Renzi è diventato premier con la buona educazione. Mica Napoleone è diventato imperatore chiedendo il permesso a qualcuno. Mica quel tizio ce lo hanno infilato a lavorare lì perché aveva bussato alla porta con il cv in mano. Sput.

Il secondo e il terzo caso sono vincenti. Perché, nel migliore dei casi, nessuno avrà il coraggio di strapparti, davanti ai tuoi occhi, il pezzo di torta dalle mani, quando esso è già inequivocabilmente tuo. Certo non perché nessuno vorrebbe farlo, ma perché tutti si guardano bene dal mostrare questa parte animale di sé. "Non è come sembra! Sono un essere evoluto! Giuro!", ecco cosa dicono i loro occhi lacrimevoli e al contempo carichi di vendetta, mentre cercano di dissimulare la verità con tanti tanti buoni sentimenti. 

La gente si vergogna di far vedere che desidera una cosa e vorrebbe toglierla agli altri strappandogliela brutalmente dalle mani, anche se lo vorrebbe tantissimo: è questo, fondamentalmente, quel che  si intende con la parola "crescere". Quando sei bambino non ti vergogni e fai quello che ti pare. Poi mamma, papà, e la maestra cominciano a minacciarti che se continui a comportarti così ti manderanno in collegio o di dartele di santa ragione. Ecco allora che subentra il vecchio imperativo categorico, la famosa "coscienza morale", le cui nobili origini consistono evidentemente nelle mazzate. Ed ecco che diventi un cittadino anche tu. Ecco che cominci ad arrossire quando fai una cosa che rivela i tuoi bassi istinti, ecco che cominci a volerla nascondere, andando in giro con l'aria di uno che, per carità, non ha questi bassi istinti. Basso istinto? What's the italian for "basso istinto"? Sorry, non parlo latino.

Ma naturalmente, qui ci muoviamo sempre in un quadro idealizzato. Nella realtà succede spesso che la gente non si vergogna neanche. Pensavo di detestare la vergogna, pensavo ingenuamente che fosse il volto crudele con cui la morale ufficiale colonizza la nostra coscienza coi denti sporchi di sangue: la sto rivalutando. Serve tantissimo. Forse uno dei problemi principali dell'umanità è la mancanza di vergogna, quel momento in cui lo sguardo si volge verso te stesso e ti dice, come in una rivelazione: ma che stai facendo. (Naturalmente, la vergogna è una parola che viene usata in molti modi, e i parametri di vergognabilità sono diversissimi: anche l'illustre Mario Adinolfi può usare la stessa parola che uso io, e tuttavia in senso diametralmente opposto, per esempio).

Ma andiamo al punto. La società è organizzata che ci sono poche risorse e ce le dobbiamo spartire - o meglio, alcuni vi possono accedere, altri no. Quindi per forza dev'esserci una lotta, latente o meno, per accaparrarsele. Vorrei riflettere su cosa conta, per vincere, in questa lotta. 
+++Verifica il tuo livello morale! +++ Rispondi: che metodo bisogna usare, per vincere, in questa lotta?
a) La buona educazione.
b) La furbizia.
c) L'arroganza.

Maggioranza di risposte A.
Sei un pirla. Cosa credi, che la risorsa stia lì ad aspettare te, fra un grazie, molto gentile, e un si figuri e l'altro? Subito a lavorare in mezzo a gente ben vestita e piena di buoni sentimenti con cui maschera il proprio odio, marsch.

Maggioranza di risposte B.
Hai capito tutto della vita. Sei pronto ad affrontare la selva. Ma sei sicuro di volerti ancora nascondere dietro un paio di occhi dolci? Perché cedere al nemico, con inutili moine, che peraltro sottraggono del tempo al raggiungimento del tuo obiettivo principale: vincere e fottere tutti? Sii te stesso fino in fondo: diventa arrogante.

Maggioranza di risposte C.
Congratulazioni! Sei un arrogante di merda e non riesci a vergognarti neanche se ci provi, come la maggior parte dei tuoi simili. Il mondo è tuo!

 (Post scritto a febbraio 2015)

7 commenti:

  1. D) "Prendo un coltello e ce la dividiamo in tre sta fetta?" (magari aggiungendo anche "compagni"... che se si deve essere insoddisfatti, meglio esserlo in gruppo) :-P

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  2. Risposte
    1. Ehilà! Ho scoperto di riuscire finalmente a commentare su Blogspot :)

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  3. Dovresti postare più spesso...o è il modo per tenere la fetta di torta per te? ;)

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  4. Sparagli Piero sparagli ora

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