Appunti di Storia moderna

mercoledì 14 dicembre 2011

"Terroni"

Durante la lettura. Cenni in fieri.

Tendenzialmente qualunquista, almeno quanto i leghisti criticati. Ma il tema mi è caro, e spesso solo un approccio indulgentemente narrativo-emotivo avvicina le masse ai libri. Si spera che la reazione dei più non si fermi alla sterile opposizione al Nord, ma all'approfondimento degli spunti offerti dal libro presso altre fonti, direzione autocoscienza storica. 
Con questo genere di libri, facilmente dicotomici, banalmente oppositivi, di solito sono molto cattiva. Ma glielo perdono, perché - non nascondo - provo una specie di rabbia irrazionale per la subalternità coatta del meridione e il senso di inferiorità che provano i meridionali, per l'emigrazione di massa e per le lezioni di civiltà che giungono non richieste ogni giorno da molti settentrionali. Il libro asseconda e fomenta la mia rabbia, e se non avessi le cautele dello spirito critico cadrei in preda a un facile antisettentrionalismo.

La verità è che la ricchezza del Nord - Pino Aprile o non Pino Aprile - ha geneticamente molto a che fare con l'arretratezza del Sud. Proprio come avviene su scala mondiale con tutti i sud del pianeta.

martedì 13 dicembre 2011

La legge universale dell'amicizia farlocca

Ho osservato, ho rintracciato una regolarità, ora, non me ne vogliano gli scienziati, ma formulo la mia legge universale dell'amicizia farlocca

Uno dei più strani e ricorrenti paradossi relazionali consiste in queste due regole non dette, dalla forza coercitiva stringente:
1. Dirsi la verità solo nei casi in cui ciò sia possibile in modo da non urtare le proprie suscettibilità, il buon costume, il proprio narcisismo. In modo, cioè, da non dire verità alcuna, dal momento che ogni verità può essere interpretata in qualsiasi modo, basta volerlo e il gioco è fatto.
2. Telefonarsi, cercarsi, ammiccare, approvarsi con perversa e inamovibile costanza, scimmiottare la vera amicizia – da sostituire con zelo con una specie di affettata reverenza reciproca continua, priva di ogni giustificazione apparente.
Di qui la formula: - v + f = s2.
[- verità + falsità = solitudine al quadrato]
E' una formula paradossale, perché il motivo per cui tutto questo esiste è legato all'impellenza di evitare di restarci male. Ma come spesso avviene, l'antidoto preventivo  genera proprio ciò che vorrebbe evitare. Il risultato è un mondo di gente che quando sta fra gli altri si mette una specie di patina addosso; e la verità si privatizza nell'angolo della propria solitaria stanza.