Recensione scritta per www.recensionifilosofiche.it
[Aggiunta - L'approccio filosofico dell'autrice non dovrebbe impedirle, come di fatto avviene, di vedere le condizioni materiali della concreta conciliabilità tra maternità e filosofia/creatività. Non sarebbe dispiaciuta una parte dedicata a queste condizioni, a come e quanto l'organizzazione sociale incoraggi o impedisca l'esercizio di quelle attività insieme. Dispiace che si ritenga trascurabile un fattore così determinante in un libro che pure affronta il tema - ma solo a livello concettuale e "metaforologico". Eppure, nello stesso libro si rivendica il valore della "concretezza" proprio da un punto di vista filosofico]
In “Partorire con il corpo e con la mente” Francesca Rigotti mette in luce il rapporto tra maternità e filosofia che la tradizione filosofica, mitologica e letteraria, ha reso problematico a causa di un apparato ideologico rigidamente divisorio rispetto alle competenze dei generi. Avvalendosi di un approccio definito ‘analogistico’ e ‘metaforologico’, proprio del genere della ‘filosofia della vita quotidiana’(p. 15), l’autrice intende ricostruire quel rapporto ripensando ‘la maternità alla luce della filosofia e la filosofia alla luce della maternità’ (p. 13) nel loro profondo nesso con la creatività; compito difficile in mancanza di una relativa tradizione di pensiero che consenta di gettare luce sul problema con più sicurezza. Tante, infatti, le domande che si sovrappongono nel corso del testo, articolato in capitoli che tematizzano i rispettivi poteri creativi - fisico e mentale - da diverse prospettive, incastrate in modo densamente articolato a mo’ di ‘«scaglie di pesce»’ (p. 15).