Appunti di Storia moderna

mercoledì 28 ottobre 2009

I brividi del precariato/ 2

La pagnotta.

Volevo dire che bisogna fare i conti con le cose pratiche concrete reali incombenti. E' il famoso problema de la pagnotta. Ho giusto ieri scoperto, leggendo una breve cronologia della vita di Leopardi, che quel disgraziato ha passato un buon 50% della sua permanenza terrena a cercare di come campare. Ha vissuto sotto il tetto economico del padre per un periodo inaccettabilmente - per lui - lungo, e le sue 'migliori' (!) disperazioni temo che siano scaturite fra l'altro da questo. Dipendo da lui, ma non mi sento libero.All'epoca andava molto di moda la carriera ecclesiastica. Per un giovane di cultura era il massimo economicamente parlando cui poter aspirare. Inutile dire che Leopardi manco morto avrebbe fatto il prete. Questo fu uno dei suoi principali problemi. Evidentemente, non è che il lavoro, al posto del padre, l'avrebbe reso libero.
Scendere a patti.

mercoledì 21 ottobre 2009

I piedi per terra

C'è una pubblicità di non ricordo cosa, ma specificarlo sarebbe comunque irrilevante dato che i prodotti pubblicizzati si equivalgono tutti, che sponsorizza la cosiddetta vita normale.
Si parla del giocare a fare i ribelli da regazzini per poi rendersi conto con commozione che si è il calco dei propri genitori. Inutile prenderci in giro. Inutile aspirare a qualcosa di diverso. Il messaggio è: smettila di sperare che qualcosa possa cambiare, ma dove vuoi andare, tanto lo sai che alla fine ripeterai il sistema di vita che credi di aborrire, perciò non fare storie e corri a baciare mamma e papà prima che sia troppo tardi.
Insomma, si replica l'atteggiamento di ripulsa per quello che crede ancora nella possibilità del cambiamento, comunemente noto come idealista. Le sue aspirazioni vengono neutralizzate chiamandolo spregiativamente così, e invitandolo per questa via a mettere i piedi per terra. Che poi, la "terra" è quella predefinita da "loro". Viene incoraggiata una sua rappresentazione specifica: una persone che giace tra le nuvole, illusa, infantile, anche buffa. Proprio come avvenne per Socrate ne Le nuvole di Aristofane.

lunedì 12 ottobre 2009

I brividi del precariato

Paradossalmente, spero di non trovare mai un lavoro a tempo indeterminato (= fino alla morte, NdR).
Il giorno in cui qualcuno mi sottoporrà un contratto che comprenda questi termini, sarà il giorno in cui penserò al suicidio con più desiderio del solito. Penso che mi metterò a piangere davanti al dirigente dell'azienda o istituzione tal dei tali in procinto di offrirmi la penna con cui firmare la mia disfatta, gli sussurrerò nell'orecchio un tragico "non-posso" e, dopo un paio di singhiozzi, nevroticamente mi guarderò intorno per cercare la via di fuga più vicina.

(Ma mi si potrebbe dire: tranquilla, di questi tempi, non c'è pericolo).