Da queste parti va di moda la cultura. Già. La cultura del "Filmfest" con, tra gli ospiti d'onore, uomini del calibro di: Massimo Boldi, Raoul Bova, Federico Moccia e quel famoso paparazzo di cui non ricordo mai il nome. Il pubblico apprezza, e come se apprezza, tanto più che come non mai lo si vede persino articolare dei suoni, accennare dei movimenti, respirare con un ritmo addirittura variabile, il tutto confluente nella domanda : "sig. Abatantuono, qual è il suo rapporto con il calcio?". Intanto, tutti fremono in attesa della proiezione di "Matrimonio alle Bahamas" e dell'intervento di Federico Moccia, che, forse, ha raggiunto in due anni lo stesso successo che Leopardi ha ottenuto in cento. Questa è la cultura. Ci sono dei libri che bisogna aver letto, delle riviste che bisogna settimanalmente procurarsi, dei film che bisogna aver visto, delle trasmissioni che bisogna guardare e delle altre che non bisogna guardare. Il tutto anche per finta.
Ma l'aria che si respira da queste e altre parti, promana lo stesso lezzo di quando la Marini venne pagata fior di migliaia di euro pur di calpestare col suo tacco e lo strascico del suo sexy vestito la via marina di Reggio Calabria. Chi ha pagato? Il comune. Proprio ieri osservavo in tv la sig.ra Marini rispondere alla domanda: "come dev'essere la donna oggi?", pressappoco così: "supersexy, supermagica". Il sindaco tiene molto all'immagine della città. Teme come la morte l'idea che la sua città possa anche solo per un attimo vedersi esclusa dalle lusinghe dei riflettori. A illuminarla saranno i vip, perché Reggio non ha niente da invidiare a Roma o Milano. E vediamo di organizzare pure una megaserata con tutti i concorrenti del Grande Fratello, magari tutti in fila sul tapis roulant nuovo di zecca come a scimmiottare i clamorosi approdi a Venezia delle stars hollywoodiane sulle gondole.
Grazie, Scopelliti.